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Nata
nel 1966 a Dublino, la cantante pop-rock Sinéad O'Connor non ebbe
un'infanzia felice e una giovinezza facile. I suoi genitori divorziarono
quando aveva otto anni, sua madre (morta in un incidente stradale nel
1985) era mentalmente instabile e picchiava lei e i suoi fratelli. Con
un certo umorismo Sinéad racconta che l'unico sistema per tenerla
tranquilla era quello di cantare e che, forse, la sua carriera non
sarebbe stata la stessa se la madre non l'avesse presa a sberle. Espulsa
dalla scuola cattolica dove era iscritta, fu arrestata per taccheggio e
inviata al riformatorio. A 15 anni incominciò a cantare durante le
feste di nozze e poi si mantenne consegnando "telegrammi
cantati". A 19 anni lasciò la città natale per recarsi a Londra.
A 21 anni uscì il suo primo album, The Lion and the Cobra,
interamente scritto e prodotto da lei, che la critica accolse come una
rivelazione. Sull'onda del successo nel 1988 Sinéad partì per una
tournèe che toccava Regno Unito, Stati Uniti e diversi paesi europei.
Nel marzo del 1990 uscì il secondo album, I Do Not Want What I
Haven't Got. L'accoglienza di critica e pubblico fu trionfale,
l'album si collocò ai primi posti in tutte le classifiche ed un singolo
tratto da esso, la cover di una canzone di Prince Nothing Compares 2
U, balzò al primo posto in classifica, in 17 paesi, tra cui Regno
Unito, Stati Uniti e Germania.
Dopo aver ricevuto numerosi premi, ormai sufficientemente ricca, Sinéad
incominciò a togliersi alcuni sassolini dalle scarpe, anzi dei macigni.
La cantante è spesso accusata di esibizionismo, ma se pensiamo alla sua
triste infanzia e alla sua prima giovinezza il suo desiderio di rivalsa
appare più che giustificato. Lei parla liberamente, dice ciò che
pensa. E' accanita femminista, appoggia l'IRA, considera la religione
cattolica una disgrazia per l'Irlanda, non vuole cantare dopo l'inno
americano, ha una
relazione con un cantante di colore. Insomma non si fa
certo degli amici.
Purtroppo il suo terzo album del 1992, Am I Not Your Girl?, non
ha lo stesso successo, neppure commerciale del precedente. Comunque
ormai i suoi meriti musicali passano in secondo piano: durante una
popolare trasmissione televisiva strappa una foto di Papa Giovanni Paolo
II. Due settimane dopo il fattaccio Sinéad si presenta al Madison
Square Garden di New York durante un concerto in omaggio a Bob Dylan, ma
è costretta ad abbandonare il palcoscenico fra gli insulti del
pubblico.
E' il momento di tornare a Dublino. La cantante si ritira dalle scene e
prende lezioni di piano. Partecipa nel ruolo di Ofelia a una produzione
teatrale di "Amleto" e poi parte in tournée con Peter
Gabriel.
Nel 1993 incide la canzone di coda del film "In nome del
padre" dedicato a Gerry Conlon e ai "quattro di Guilford",
irlandesi sbandati condannati come militanti dell'IRA, probabilmente con
prove false o, comunque, con un processo di parte.
Nel 1994, Sinéad O'Connor ritorna sul mercato con un nuovo Cd, Universal
Mother con il quale, nonostante le buone critiche, non riesce a
riprendere il ruolo che aveva prima dell'incidente...fotografico. Nel
1997 esce un EP con sei tracce, The Gospel Oak.
Nel 2000, Sinéad torna a far parlare nuovamente di sé. Pubblica un
nuovo album, Faith and Courage (il cui primo singolo estratto,
No Man's Woman, ottiene un buon successo), e dichiara ufficialmente
durante un'intervista la propria omosessualità.
Di Sinéad bisogna però riconoscere la sua generosità e la sua
adesione alle buone cause. Canta senza compenso a favore degli ammalati
di Aids, per Amnesty International, per i rifugiati curdi, per la pace.
Nell'ottobre 2002 esce Sean-Nós Nua. Un anno dopo, in luglio, Sinéad
annuncia il ritiro dalle scene e il suo desiderio di vivere come una
persona comune, lontano dalla ribalta. L'artista pubblica un doppio
album, She Who Dwells In The Secret Place, con cui ringrazia
tutti i suoi fan. Lasciata la carriera di cantante, Sinéad si dedicherà
ad altro. |